Proposto dalla professoressa di italiano in seconda media, questo breve romanzo ha creato in me il senso di meraviglia per l’immaginazione e la letteratura.
Sebbene McEwan, com’è noto, non sia assolutamente un autore per bambini e ragazzi, questo libro è adattissimo anche per loro.
Peter Fortune è un bambino considerato difficile, per via della sua straordinaria immaginazione. Infatti Peter passa gran parte del suo tempo a immaginare cose bizzarre, che capitano all’interno del suo nucleo famigliare. Immagina una pomata per far sparire i genitori; immagina di rubare il posto al gatto, per vedere com’è essere un felino; immagina di essere un bebè, e non un bambino di 10 anni.
Il tono però non è quello che ci di potrebbe aspettare, perché stiamo pur sempre parlando di McEwan: le immagini evocano a volte sensazioni contrastanti, tra la paura e il fastidio; la narrazione è veloce, serrata, ma estremamente evocativa.
Ricordo che la mia professoressa co fece lavorare molto du questo libro: la descrizione dei particolari, in McEwan, è infatti magistrale. Anche il raccontare quello che conosciamo, in questo caso la famiglia, nei minimi particolari è un marchio di fabbrica dello scrittore che qui si esprime al meglio.
Un romanzo breve fondamentale, bellissimo, che lascia la sua impronta nei ricordi del lettore per sempre.